CNN è terrorizzata: “I democratici sono divisi su tutto eccetto che su Trump”

Di Francesco Erspamer

CNN è terrorizzata: “I democratici sono divisi su tutto eccetto che su Trump”, ammoniscono. Nella più antica democrazia moderna e quella che ha fatto più guerre per esportarla, sono insomma convinti che la diversità sia un male, come del resto confermato dalla loro determinazione a imporre in tutto il mondo il loro multiculturalismo e la loro correttezza politica al posto della varietà delle culture, delle tradizioni, delle lingue. Il pensiero unico liberista sta portando il pianeta alla catastrofe ambientale e alla fine della civiltà, ma i suoi apostoli continuano a proporre capariamente il loro fallimentare modello elettorale: un pipolarismo maggioritario che costringe la gente a scegliere il male che giudica minore fra le due sole alternative possibili istituzionalmente, oppure ad astenersi nel totale disinteresse dei media e degli intellettuali.
Cosa suggerisce, CNN? Che la sinistra populista (quella che fa riferimento a Bernie Sanders e che ha eletto Alexandria Ocasio-Cortez) abbandoni le sue aspirazioni e accetti un candidato liberista (per esempio Beto O’Rourke, che piace ai network perché bello all’americana e telegenico) con la scusa che sconfiggerebbe Trump e fermerebbe la destra populista. A parte il fatto che non ne hanno idea (dicevano la stessa cosa di Hillary Clinton), promuovono in sostanza il ritorno al sistema che ha consentito, da Reagan a Obama, la completa privatizzazione dello Stato americano, la globalizzazione forzata del mondo e la creazione di una plutocrazia cosmopolita oscenamente ricca, senza precedenti nella storia.
Si capisce che la stessa CNN, come il New York Times e il Washington Post e persino il Guardian, vedano come il fumo negli occhi l’attuale governo italiano: rappresenta un esperimento di alleanza fra i populisti di sinistra e quelli di destra che, se copiato tatticamente in altri paesi, rischierebbe di porre fine al totalitarismo del neocapitalismo e alle alternative fasulle (democratici e repubblicani, piddini e berlusconiani, cristianodemocratici e socialdemocratici) che ne hanno garantito la troppo lunga egemonia e gli immensi profitti.
Mi auguro che Conte, Di Maio e Salvini comprendano che fra i primari compiti di questa legislatura (anche se non fra i più urgenti) c’è una nuova legge elettorale rigorosamente proporzionale, a segnalare con forza la fine dell’epoca della governabilità e della dittatura dell’economia, e il ritorno alla vera democrazia e alla politica. Il mondo ci farebbe caso.

 

Francesco Erspamer è professore di letterature romanze all’Università di Harvard

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