Di Nicola Vittorio Rangeloni

Cinque anni fa Viktor Yanukovich, l’allora presidente dell’Ucraina, decise di non apporre la firma ad un troppo sconveniente accordo economico con l’Unione Europea. Quel giorno qualche centinaia di manifestanti filo-Ue scesero in piazza a Kiev, diedero via all’ultima fase di colonizzazione del paese da parte degli Stati Uniti d’America.

Oggi l’Ucraina, assieme ai partner occidentali, ricorda quella data come simbolo di libertà e dignità. Ciò nonostante questa rivoluzione portata avanti da una minoranza ha segnato le sorti di 40 milioni di persone, provocando una frattura nel paese, divenuta rapidamente guerra civile che tutt’ora è in corso.

Almeno 10 mila morti, con un lento stillicidio di sangue che tutt’oggi non vede fine.

Milioni di persone hanno fatto le valigie per andare a cercare fortuna altrove. Paradossale che una delle mete predilette sia la Russia, paese ritenuto aggressore dalle autorità ucraine di oggi. Dal 2014 al 2017 secondo Rosstat sono 650 mila gli ucraini trasferitisi stabilmente in Russia. Nel 2018 invece per motivi di turismo, lavoro ed altri scopi sono quasi 4 milioni gli ucraini che hanno varcato la frontiera con la Russia.

Se nel corso del Maidan si accusava il potere di corruzione, di censura, di essere responsabile per la povertà diffusa nel paese, a distanza di 5 anni i fatti parlano chiaro: la rivoluzione di cui l’occidente va tanto fiera, ha portato solamente regresso. Yanukovich ha avuto ragione a non firmare quell’accordo. Ora il sogno europeo di Kiev è un incubo per la sua popolazione.

Di europeo in Ucraina c’è solo il livello dei prezzi che si sono adeguati a quelli dei nuovi partner.

Paragoni 2013-2018

Gli stipendi medi sono passati da 3619 grivne a 9042. Un bel cambiamento? Si, se non fosse che l’economia si basa sul tasso di cambio dollaro/grivna. In base al tasso di cambio del 2013 lo stipendio medio corrispondeva a 443 dollari, mentre nel 2018, con il rispettivo cambio, lo stipendio medio consiste in 290 dollari!

Stupendi ultra svalutati e prezzi alle stelle.
Qualche esempio:
-Acqua in grivne per m3, aumentata di 6 volte
Nel 2013: 3,18
Nel 2018: 19,59
-Gas grivne per m3 aumentato di quasi 10 volte
nel 2013: 0,93
nel 2018: 8,54
– Pane grivne/kg
Nel 2013: 4,78
Nel2018: 15
-latte grivne/kg
Nel 2013: 7,7
Nel 2018: 23,16

..e si potrebbe continuare con carburante, corrente elettrica, altri generi alimentari ecc.

A livello politico, nonostante l’occidente e la sua stampa ubbidiente cerca di dipingere l’Ucraina come paese emancipato dalla Russia e in via di democratizzazione, in realtà sussiste una dittatura. Né più né meno. Con la scusa della guerra non sono ammesse critiche o opposizione. È stato messo al bando tutto quel che si poteva, gli arresti degli oppositori sono routine. Difficile calcolare il numero dei prigionieri politici o di quelli di guerra. Le detenzioni illegali da parte dei servizi di sicurezza sono una pratica diffusa.

Anche i giornalisti ucraini non se la passano bene. Le aggressioni ai loro danni da inizio 2018 a fine settembre sono state 64. Nella statistica del sindacato dei giornalisti non rientrano le aggressioni di ottobre e novembre, come quella subita da un giornalista canadese a Kiev la scorsa settimana.

Si potrebbe continuare all’infinito ad elencare le “vittorie” del Maidan. Questo caos continuerà insieme alle sue conseguenze di non poco conto (come la guerra in Donbass) finché non cambierà qualcosa presso le istituzioni direttamente responsabili, che amministrano le marionette di Kiev. Sono convinto che coloro i quali possono apportare anche un minimo contributo alla soluzione del problema (giornalisti, politici, attivisti, ecc) ma non lo fanno, sono da ritenersi complici di questa vergognosa pagina di storia contemporanea del nostro continente.

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