Di Vittorio Nicola Rangeloni

In questi giorni decine di persone hanno scoperto di essere presenti su https://trolleybust.com/, un sito che “scheda” coloro che si esprimono in merito alla questione tra Russia ed Ucraina, condannando quest’ultima.

In molti, tra cui Marco Rizzo, hanno commentato il fatto accusando Kiev di violazioni della privacy, condannando i metodi, oppure prendendola come una decorazione al valore.

Questo sito sconosciuto ai più in realtà non rappresenta nulla di concreto, oltre a non essere aggiornato dallo scorso anno. Non vengono date informazioni in merito alle modalità operative del sito. Probabilmente nel corso della fase costitutiva dell’archivio non viene prestata alcuna attenzione ai singoli utenti. Almeno per la maggior parte dei casi.

Gli utenti molto probabilmente vengono schedati in base a parole chiave utilizzate e ad algoritmi. Altrimenti non si spiegherebbe la presenza di tantissime persone che nulla hanno a che vedere con la diffusione di informazioni e “propaganda”. Nell’archivio ho trovato persone colpevoli solo di avere condiviso qualche mio post, oppure di avere l’amicizia in comune! Altri saranno stati inseriti in quanto avrebbero citato parole chiave come “Russia”, ad esempio. Per questa ragione creare agitazione attorno a questo strumento è inutile, tanto quanto il sito stesso.

A chi accusa violazione della privacy invece voglio ricordare che la stessa viene a mancare automaticamente una volta che ci registriamo su un social. Su trolleybust.com infatti vengono riportati solo post pubblici, per cui nessuno vi ha rubato dati!

Capitolo “Mirotvorets”

Esiste un altro sito, ben più noto e di cui invece ho parlato in diverse occasioni (approfondimento in merito) che a differenza del caso sopra riportato ha un peso specifico nettamente maggiore. Un sito che per i suoi contenuti è altamente pericoloso, ossia il “Mirotvorets” (tradotto: portatore di pace).

Se per quanto riguarda trolleybust.com non ci sono violazioni della privacy, su Mirotvorets gli hacker e blogger ucraini riportano dati confidenziali come indirizzi di casa, numeri di telefono o dati dei documenti delle persone ritenute nemiche dell’Ucraina. In questo database si trovano pagine dettagliate e dedicate su miliziani, politici, oppositori al governo ucraino, artisti e giornalisti di tutto il mondo. Alcuni dei quali hanno fatto una brutta fine proprio a causa degli indirizzi pubblicati.

Questo sito è appoggiato da alcune istituzioni ucraine ma non significa che sia ufficiale. Trovarsi sul Mirotvorets non significa essere banditi dal paese. Basti considerare il fatto che tra i nemici degli amministratori del sito figurano personaggi come Yulia Timoshenko, esponente politico di rilievo in Ucraina, uscita di prigione proprio grazie al Maidan.

Diamo il giusto peso alle cose evitando cosi di creare sensazionalismo laddove non serve, considerando magari fatti un pochino più pesanti.. ad esempio, a proposito di propaganda/censure/violazioni della privacy da parte di Kiev, i canali televisivi nazionali ucraini 112 e newsOne verranno fatti fatto chiudere per ordine del parlamento. Motivo? La posizione critica verso il governo. In Ucraina funziona cosi: qualcosa non ti piace? Afferma che sia uno strumento dell’aggressore russo e avrai diritto di farne quello che ti pare!

Il processo di eurointegrazione del paese procede spedito tanto che Anna Gopko, la responsabile della commissione per gli affari esteri del parlamento ucraino, afferma tranquillamente che la censura dei canali televisivi è una cosa normale ed accettabile per i partner occidentali in quanto “capiscono che è in corso l’aggressione russa e la situazione è particolare”. Questa decisione arriva in seguito alla censura (con le stesse motivazioni) di importanti social network utilizzati da milioni di ucraini (VKontakt e Odnoklassniki).

Cari amici che vi siete riscoperti propagandisti.. siatelo per davvero e diffondete la verità senza paura! “la Patria non vi dimenticherà”, dicono da queste parti..

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