Fonte: Getty

Il 4 marzo veniva avvelenato a Salisbury l’ex spia russa Sergei Skripal insieme a sua figlia Julia. Il caso si è subito trasformato in una pericolosa guerra diplomatica contro la Russia. Perché? Perché la Russia -nella stessa persona di Putin- è stata accusata di aver utilizzato il gas Navichok per assassinare l’ex spia. Su quale fondamento? Nessuno.

L’intero mondo occidentale ha dimostrato solidarietà nei confronti del Regno Unito. La mossa politica immediata della comunità internazionale è stata quella di tagliare i rapporti diplomatici con la Federazione Russa espellendo in blocco più di 100 diplomatici russi. Il “rapporto” che ha spinto i governi occidentali a prendere tale decisione è stato questo Power Point di 6 pagine, di cui abbiamo già parlato. La Russia, a sua volta, dopo aver ribadito la sua estraneità ai fatti e dopo aver chiesto chiarimenti mai giunti, oltre che il permesso di condurre delle indagini sul suolo britannico, ha risposto alle espulsioni con altrettante espulsioni.

Il punto su cui occorre riflettere è questo: è possibile rompere i rapporti diplomatici con un Paese che si estende per 117 milioni di chilometri quadrati e che mantiene una posizione geopolitica fondamentale negli attuali rapporti di forza mondiali? Ma soprattutto, è possibile farlo senza prove, senza fondamento e senza evidenza? Il caso Skripal è stata la dimostrazione più esplicita di come nessuno degli Stati occidentali possano esercitare una politica estera autonoma dagli Stati Uniti. Senza politica estera non c’è politica interna che regga: quanto costa all’Italia la guerra tra gli Stati Uniti e la Russia?

L’intero circolo mediatico ha appoggiato questa guerra diplomatica combattuta sul “campo Skripal” non ponendo neanche una sola volta le questioni poste in questo articolo: dove sono le prove? Adesso lo dice uno stesso scienziato britannico, il direttore del laboratorio militare britannico di Porton Down, Gary Aitkenhead, che ha ammesso che al momento «non è stata verificata la provenienza precisa» dell’agente nervino di «tipo Novichok» che il 4 marzo ha gravemente intossicato l’ex spia russa Serghei Skripal. Il direttore rivela anche di non aver “identificato la precisa fonte” ma di aver “fornito l’informazione scientifica al governo, che ha poi usato varie altre fonti per arrivare alla conclusione”.

Queste parole sono chiarissime, e ci dicono che dalle perizie scientifiche incaricate di dimostrare la provenienza del gas Novichok -di dimostrare cioè la colpevolezza dei russi- risulta che il gas non provenisse dalla Federazione Russa. Soprattutto,ci dicono che il governo britannico era stato messo al corrente di queste perizie, ma che ha continuato a sostenere la propria ipotesi sulla base non di elementi scientifici ma solo su altre ipotesi. E adesso sono in tanti a pretendere le scuse di Theresa May per quello che sembra il suo più grande fallimento politico, e le dimissioni del Ministro degli Esteri Boris Johnson, in prima fila in queste accuse degli asini che volano.

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