Di Gilberto Trombetta

Il problema di Teresa Bellanova non è il titolo di studio.

Non è, ovviamente, neanche il suo aspetto.

Il problema è che si tratta di una sindacalista, l’ennesima, che ha lavorato violentemente contro coloro che avrebbe dovuto proteggere: i lavoratori.

La Bellanova è stata un’accanita sostenitrice del Jobs Act e dell’abolizione dell’Articolo 18. Cioè di uno dei cardini dello Statuto dei lavoratori.

Sosteneva, addirittura, che «col Jobs act i diritti vengono estesi a chi ne era privo»*.

Non solo.

La Bellanova è stata anche con Calenda al tavolo che ha portato a uno dei licenziamenti collettivi più gravi degli ultimi anni. Quello Almaviva.

1.666 lavoratori licenziati.

In quell’occasione portò avanti una vera e propria strategia di terrorismo verso i lavoratori e le loro rappresentanze sindacali.

Strategia che le valse una denuncia per tentata estorsione**.

[* https://www.adnkronos.com/lavoro/norme/2015/09/08/bellanova-con-jobs-act-diritti-estesi-chi-era-privo_VLrSeUoFAx8j6l4ZOR4GfN.html

** https://ilmanifesto.it/almaviva-denuncia-per-estorsione/]

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