Di Giorgio Cremaschi

Trump ha ringraziato Giuseppi Conte per aver lasciato al suo servizio le nostre truppe in Iraq. Questo mentre si fa sempre più drammatica e feroce l’escalation verso la guerra innescata dall’atto terrorista del presidente USA. E Di Maio che non ha detto una parola contro Trump, ora condanna l’attacco missilistico dell’Iran. Il servilismo del governo PD M5S e della Lega verso il padrone americano non è solo una vergogna politica e morale, è anche un pericolo perché ci coinvolge sempre più nella guerra di Trump. Bisogna fermare la spirale della guerra ed il solo modo è non partecipare ad essa.
Via le truppe dall’Iraq. No all’uso delle basi italiane per la guerra. No alle bombe atomiche nel nostro Paese. Via dalla Nato.

Di seguito pubblichiamo la nota di Emergency

La miccia innescata con l’uccisione di Soleimani ha avuto le conseguenze previste.
Questa notte le due basi americane di Ayn al-Asad ed Erbil in Iraq sono state attaccate da missili iraniani.

La logica della guerra è esattamente questa: una volta che si decide di scegliere la violenza, la violenza si moltiplica ed esce da qualsiasi controllo.
Non serve più nessun voto del Congresso, nessun pronunciamento del Consiglio di sicurezza: la guerra rifiuta ormai qualsiasi regola.

Mentre si parla di geopolitica, di strategie, di alleanze, si ignorano le conseguenze di queste scelte su chi questa guerra la vivrà – la vive – sulla sua pelle in Iraq e in un’area del mondo già devastata dalla violenza.

Fermiamo questo gioco al massacro.
Chiediamo alle parti in conflitto di fermarsi prima che sia troppo tardi.
Chiediamo all’Europa e all’Italia di agire immediatamente per evitare un’altra guerra e di rifiutare categoricamente qualunque supporto alle operazioni militari.

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