Di Andrea Zhok

E’ passata quasi sotto silenzio la notizia del ritrovamento di missili Javelin di provenienza francese nell’arsenale del generale Haftar.
Avete presente il generale Haftar, quello che ha appena bombardato il centro profughi a Tripoli?
E avete presente la Francia, il paese che ha maggiormente contribuito all’attuale situazione di guerra civile in Libia?
Ecco, quelli là.
Essendo in vigore un embargo del commercio delle armi verso la Libia, la spiegazione francese ha preso la forma di quel grande classico che è: “Pezo el tacòn del buxo” (peggio la toppa del buco).
Quei missili, infatti, sarebbero stati lasciati lì dai militari francesi, in quanto difettosi, in attesa di essere distrutti.
Con ciò la Francia ammette di avere, o aver avuto, militari armati con missili di ultima generazione (parliamo di ordigni del valore di 150.000 dollari al pezzo) sul territorio libico, cosa che finora aveva sempre negato.
Il rumore di unghie sugli specchi ha comunque attraversato tutto il Mediterraneo.

Siamo ora assai desiderosi di sentire da parte di Macron, dall’alto della sua manifesta competenza, qualche suggerimento su come ‘restare umani’ per le telecamere facendo pure ottimi affari.

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