Come immagini il futuro?

Le mie idee sono ottimistiche. Ancora ieri gli uomini portavano lo spadino, la parrucca e andavano a cavallo. Secondo me l’umanità è appena uscita dall’infanzia ed è in fase adolescenziale. Il suo avvenire è quello della scienza e delle applicazioni tecnologiche che potrebbero anche trasformare completamente il mondo. Ma è anche vero che l’adolescenza è un’epoca di crisi profonda e che il mondo potrebbe perire prima di raggiungere la piena giovinezza.

Ma la fine del mondo non è già cominciata con il disastro ecologico?

Il disastro ecologico forse potrà essere fermato e deviato proprio da quella tecnologia che sta ad indicare il definitivo dominio dell’uomo sulla natura. Fino a ieri l’idea dominante del rapporto tra uomo e natura era che l’uomo poteva attingere liberamente e illimitatamente al capitale naturale. Questo oggi non è più possibile, abbiamo scoperto che le risorse della natura sono limitate e l’aspetto terrificante di questa scoperta è che si è verificata in pochissimi anni; in poco più di due decenni la fauna, la flora l’acqua del pianeta hanno rivelato di avere un limite di sfruttamento e si è visto che molto spesso questo limite era stato varcato. C’è qualcosa di indicibilmente funesto nell’idea che il velo di ozono si è squarciato  in più punti, che le foreste dell’America latina e dell’Africa sono destinate a scomparire, che i fiumi e i mari possono morire, anzi sono già morti. La sola consolazione a questa terribile scoperta è che essa corrisponde, come abbiamo detto, al dominio tecnologico sulla natura. Ora questo dominio invece di essere negativo potrebbe domani essere positivo in modo da invertire la corsa verso la fine del mondo. Se questo non avverrà, certo, contrariamente a quello che dichiara l’Ecclesiaste nella Bibbia, saremo costretti a vedere qualche cosa di assolutamente nuovo nel mondo, cioè qualche cosa di catastrofico che supera ogni immaginazione. Naturalmente, come per la guerra atomica, occorre evitare questa novità. Per evitarla non c’è altro mezzo che prenderne coscienza.

Ammesso che si riesca ad evitare le catastrofe, come saranno la vita e la società di domani?

Penso che la scienza occuperà un posto sempre più grande nella vita degli uomini. Dico questo  perché se si guarda allo stato delle cose del mondo nel suo insieme, si deve constatare che la sola attività umana che abbia segnato un progresso innegabile è la scienza nonché le sue applicazioni tecnologiche. Ora, ciò che mi colpisce è il contrasto misterioso e probabilmente significativo tra il vertiginoso progresso scientifico e l’altrettanto vertiginosa degradazione della natura. Tutto ha un significato magari insensato. Qual è il vero significato di questo contrasto? Forse non è affatto un contrasto ma qualche cosa di logico: la conoscenza porterebbe alla morte.

Insomma, come si devono preparare alla loro vita futura i ragazzi di oggi?

È difficile rispondere. Il fatto che spesso la loro risposta consista nell’uso della droga ci fa capire che le giovani generazioni potrebbero semplicemente voltare le spalle alla verità. Io mi auguro che questo non avvenga e che venga trovato un nuovo rapporto tra la conoscenza e la vita.

In che senso?

Nel senso che la conoscenza serva non già alla morte ma alla vita.

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