Di Umberto Iacoviello

Non è un mistero, esistono morti di serie a e morti di serie b. Quando il 9 aprile 1948 i paramilitari dell’Irgun Tzvai Leumi capeggiata da Menachem Begin(1913-1992),insieme ad altri gruppi paramilitari sionisti massacrò gli abitanti del villaggio palestinese di Deir Yassin non vennero presi provvedimenti da parte dell’ONU, non ci fu una “Norimberga bis”; al capo carnefice Menachem Begindiventato primo ministro di Israele nel 1977 venne anche assegnato il premio Nobel per la Pace nel 1978.

Per le vittime palestinesi –che oscillano tra 120 e 250 anime- non è stata istituita una giornata della memoria, nessun discorso annuale in parlamento e nessun documentario su History Channel. Sono indicative le parole di Israel Shamir che in un saggio pubblicato su The BarnesReview scrive:

Ben Gurion e il suo governo presero pubblicamente le distanze da quel sanguinoso massacro, affermando che quell’avvenimento aveva macchiato il nome di tutti gli ebrei onesti e che erano stati terroristi dissidenti a perpetrarlo. Dopo soli tre giorni dal massacro, le bande responsabili furono annesse al nascente esercito israeliano, i comandanti ottennero gli incarichi più importanti, i loro crimini furono cancellati da un’amnistia generale. L’Organizzazione sionista d’America (ZOA), ha pubblicato a spese dei contribuenti americani un libretto chiamato “Deir Yassin: storia di una bugia”. I revisionisti della ZOA ignorano le testimonianze oculari dei sopravvissuti, della Croce Rossa, della polizia inglese, delle guide ebree e degli altri osservatori ebrei presenti…”

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