Di Mario de Santis

Madeleine Bourdouxhe è una scrittrice di cui ancora si parla poco, è stata vicina al panorama francese esistenzialista, in particolar modo a Jean Paul Sartre e a Simon de Beauvoir, la quale la cita più volte nel Secondo sesso 1949. Esordì nel 1937 con il romanzo La donna di Gilles, accolto con grande favore dagli ambienti parigini e dalla critica, che la acclamò come una stella nascente della letteratura francese. Simon de Beauvoir elogia l’acuta analisi che Madeleine Bourdouxhe fa delle differenze fra sessualità maschile e femminile. Le due scrittrici si conoscevano bene ed erano entrambe laureate in filosofia e quasi coetanee.

Ne La donna di Gilles si tratta la tematica dell’adulterio. Portata all’estremo, siamo molto lontani dall’adulterio di cui parla Flaubert in Madame Bovary. Inizia una letteratura femminile che vorrà indagare quanto le differenze di genere, che sono una costruzione sociale, incidano nella vita delle donne. La donna di Gilles presenta una donna completamente asservita al marito, che non ha altra identità se non quella di moglie, i suoi compiti sono legati alla sfera domestica e il marito invece è legato ad una sfera lavorativa, per quanto sia sempre colto in momenti animaleschi: mangiare, dormire, urlare, aggredire.

La donna di Gilles | Madeleine Bourdouxhe - Adelphi Edizioni

La cornice è quella di Liegi, una città del nord Europa industrializzato, dove la stessa autrice nacque e fu Georges Simenon a scrivere di aver riconosciuto la città in questione, dove l’autrice nacque e rimase affascinata dal mondo industriale ed operaio, ai cui ricordi si abbandonò sempre con piacere. La donna di Gilles, che in realtà si chiama Elisa, è vittima delle ire e della passione del marito per sua sorella, Victorine, molto più giovane di lei; un marito che non viene mai rimproverato da Elisa, la quale si mostra  accondiscendente ai suoi desideri.

Un marito che non solo la tradisce palesemente, ma che riesce a coinvolgere Elisa confidandole i suoi sentimenti, che non sempre saranno ricambiati dalla sorella Victorine.  Proprio per questo in un impeto d’ira viene malmenata da quest’uomo. Elisa logorata dal dolore per questo tradimento (che non è un qualcosa di contingente ma che diventa una vera e propria storia) si toglie la vita, lanciandosi dalla finestra.

Elisa non può più amare Gilles e sente di perdere il suo posto nella società, ovvero quello di moglie, dunque sceglie la strada di un suicidio che è narrato in maniera molto scarna e veloce. Il tema non è quello del suicidio, ma è quello comune a Una donna spezzata del 1967 e a L’invitata del 1943 di Simone De Beauvoir, cioè quello del tradimento e soprattutto con il fine di gettare la maschera dalla condizione femminile di quegli anni.

Madeleine Bourdouxhe - La femme de Gilles - Culture Remains - FR

Essere donna non era facile e infatti la stessa Madeleine Bourdouxhe  non riuscì a pubblicare molto, anche se nel 1943 pubblicò Marie aspetta Marie, il suo secondo romanzo, molto lontano sia dall’ambientazione industriale di Liegi – poiché ci troviamo nella Parigi della fine degli anni ’30 e in un contesto borghese -, sia dal modello femminile rappresentato. Emerge la forza della passione, emerge il piacere come un qualcosa di cui devono vivere anche le donne, come la protagonista del romanzo.

Sono questi gli anni in cui la letteratura comincia a narrare la dimensione del piacere come connaturata anche alla donna, non solo all’uomo. Anche Pirandello in Trovarsi del 1932 ne scrive. La protagonista è una donna che ama ma più volte è colta come completamente sola e questo non crea alcuna contraddizione con le sue passioni. È una donna talmente libera e unita alla propria esistenza che è consapevole di essere una parte infinitesima dell’universo.

Marie aspetta Marie | Madeleine Bourdouxhe - Adelphi Edizioni

Marie è comunque vittima dei pregiudizi legati al suo genere e questo ci fa comprendere come le costruzioni sociali e culturali sul genere non conoscano limiti ed appartengano ad ogni classe sociale; emblematica è la scena in cui Marie lucida i fornelli e in questo atto si sente felice; una scena, questa, che farà riflettere molto Simone de Beauvoir.

Madeleine Bourdouxhe è un volto poco noto dell’esistenzialismo francese ma che ha ancora molto da dirci, che ha scritto molto ma pubblicato poco e grande sarà il suo contributo durante gli anni della guerra, di cui parlerà nel racconto Sous le Pont Mirabeau. Solo nel 2004 il registra Frédéric Fonteyne trarrà dal suo primo romanzo un film.

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