Di Gilberto Trombetta

Ci risiamo, non se ne esce.

I giovani italiani sono sfaticati, bamboccioni e, in fondo, pure un po’ choosy.

Eh sì, perché neanche più i camerieri vogliono fare, i nostri giovani.

Sarà per questo che molti finiscono a farli, i camerieri, per esempio nel Regno Unito, dove il salario è più alto.

Perché, è bene ricordarlo, è anche grazie a camerieri del pensiero unico come il signor Cazzullo se costringiamo da anni un numero tale di giovani a fUggire dalle proprie case che, a questi livelli, non si vedeva da fine 800 o dal primissimo dopo guerra.

157.000 italiani, in prevalenza giovani e con un alto livello di istruzione, costretti a scappare dal Paese solo nel 2018*.

Numeri che se confrontati con i registri dello Statistisches Bundesamt tedesco e del registro previdenziale britannico (National Insurance Number), andrebbero moltiplicati per 2,5 volte** visto che le cancellazioni anagrafiche rilevate in Italia rappresentano appena un terzo degli italiani effettivamente iscritti nei registri dei Paesi di destinazione.

Si tratta quindi di circa 471.000 italiani. Quasi tutti giovani.

E parliamo solo di quelli costretti ad espatriare. Che sono prevalentemente originari del Nord e del Centro del Paese.

Perché altrettanti giovani del Sud vengono invece strappati alla loro terra di origine e costretti a emigrare al Nord, dove i giovani scappano all’estero in cerca di salari dignitosi, per lavorare.

Negli ultimi venti anni la perdita netta di popolazione nel Mezzogiorno, dovuta ai movimenti interni, è stata pari a 1 milione 174 mila unità***. Sempre tenendo conto che i dati Istat sono pesantemente sottostimati.

Un danno gravissimo che si somma alla già insopportabile beffa.

Perché oltre a perdere la parte migliore del proprio tessuto sociale, quella più giovane e dinamica (ma poi ci si lamenta ipocritamente della bassa natalità…), quella da cui dovrebbe dipendere il futuro del Paese, regaliamo le nostre menti migliori agli altri Paesi.

Dopo aver pagato con soldi pubblici per formarli nel nostro sistema scolastico: 90.000 euro un diplomato, 158.000 o 170.000 un laureato (rispettivamente laurea triennale o magistrale) e 228.000 un dottore di ricerca***.

E quelli che restano?

Beh, accettano qualsiasi lavoro e qualsiasi condizione economica pur di lavorare. Altro che choosy e bamboccioni.

E bisognerebbe spiegare al cameriere con la penna in mano che i giovani che restano fanno anche i camerieri. Anzi, soprattutto i camerieri.

Grazie al modello propalato da oltre 30 anni da quelli come lui, il numero di camerieri, lavapiatti e simili è aumentato di circa 40.000 unità. È l’occupazione che cresce di più, in Italia: il 30% dei contratti dura 1 solo giorno, con salari spesso da fame e turni massacranti****.

Ma per il signor Cazzullo evidentemente non è abbastanza.

Il Paese non è stato ancora impoverito a dovere e la sua popolazione umiliata a sufficienza.

[* https://www.istat.it/it/files/2019/12/REPORT_migrazioni_2018.pdf
** https://www.ilsole24ore.com/art/oltre-250mila-italiani-emigrano-all-estero-quasi-quanti-dopoguerra-AEuX6nsB
*** https://www.istat.it/it/files/2018/12/Report-Migrazioni-Anno-2017.pdf
**** https://twitter.com/martafana/status/1208629037679173632]

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